Fino al 31 maggio 2024 è possibile partecipare alla IX edizione del Premio Internazionale di Poesia “Ali e Radici”. Il premio di poesia promosso dall’associazione “Ali e Radici” torna con diverse novità, tra cui la possibilità di presentare un racconto breve o di presentare opere in vernacolo.
Al Premio possono partecipare autori italiani e/o stranieri ovunque residenti nel mondo, che potranno candidarsi per le sezioni Adulti, Giovani e Giovanissimi.
Le opere per la categoria poesie o video-poesie (poesia accompagnata da musica di sottofondo e da scatti fotografici, preferibilmente realizzati dagli stessi autori) dovranno essere rigorosamente inedite e non premiate presso altri concorsi, dovranno essere presentate in lingua straniera, italiana o in vernacolo e dovranno essere accompagnate dalla traduzione in italiano se scritte in vernacolo o in lingua straniera. Per la categoria racconto breve, sarà possibile presentare 2 racconti inediti, in lingua italiana.
Per il regolamento integrale, i premi previsti e la domanda di partecipazione si rimanda al sito https://www.alieradici.org/premio-di-poesia/
IL PREMIO DI POESIA
Il Premio Poesia vede la sua nascita nel 2012 con una prima edizione Nazionale aperta solo ad autori adulti, a partire dal 2014 assume una connotazione Internazionale. La “Sezione junior e studenti” e la “Sezione Giovanissimi” venivano introdotte nelle successive edizioni. Il premio, con l’avvenire delle seguenti edizioni, si è fregiato di Patrocini di tutto riguardo quali MIBACT, Università, Parlamento Europeo, Treccani.
L’Obiettivo del premio è quello di valorizzare l’utilizzo della penna quale arma potente di denuncia dei tanti mali sociali della nostra era, una scrittura non fine a sé stessa ma al servizio di una rinnovata coscienza etica e morale ancora prima che civica. La parola utilizzata nella sua accezione positiva che prende forma, diventa vita e crea relazioni in grado di modificare le coscienze. In un’epoca tecnologica come la nostra, dove assistiamo ad un progressivo quanto inesorabile impoverimento del lessico, la poesia non muore, anzi con il suo linguaggio che punta dritto al cuore, dà più forza al pensiero.
E questo è ancora più vero quando la poesia decide di trarre ispirazione da temi e sentimenti pubblici e più collettivi. Ed è così che si trasforma in impegno civile, in arma potente di denuncia dei mali del nostro tempo.
È così che il racconto della vita sociale, filtrato dagli occhi attenti del poeta, diventa coscienza dell’umanità; quella “umanità” che “è” nel DNA dell’agire di “Ali e Radici”.

