LA CITTÀ CHE CAMBIA: BENI COMUNI E RIGENERAZIONE URBANA

19 / 02 / 2024

CASERTA – Dopo quasi 8 anni dall’approvazione del “Regolamento per la gestione condivisa dei Beni Comuni” da parte del Comune di Caserta, associazioni, istituzioni e cittadini hanno sentito l’esigenza di confrontarsi, condividere esperienze e fare il punto, anche alla luce di una Città che cambia e che vede di fronte a sé nuove importanti sfide: dalla valorizzazione dell’area Ex Macrico alla ridefinizione degli spazi urbani sottoutilizzati. Con questi intenti, giovedì 15 febbraio, presso l’Auditorium provinciale, il Centro di servizio per il volontariato della provincia di Caserta “Assovoce ETS” e l’associazione Comitato per Villa Giaquinto, hanno promosso il convegno “La Città che cambia: beni comuni e rigenerazione urbana”, iniziativa organizzata nell’ambito del progetto “Diritti al punto”, con il patrocinio della Provincia di Caserta e del Comune di Caserta.

Ad aprire l’incontro è stata la presidente di Assovoce ETS Elena Pera che ha ricordato l’impegno del CSV Caserta sul tema dei beni comuni ma anche della necessità di riportare i giovani al centro del processo di rigenerazione comunitaria, rendendoli protagonisti della gestione dei beni comuni anche attraverso il Servizio Civile Universale. Ai numerosi giovani volontari e ai numerosi operatori del Servizio Civile Universale presenti la presidente del CSV ha rivolto un appello affinché si cominci “a guardare al volontariato come un’opportunità, come un alleato, come una risorsa impegnandovi di più per fare sistema che rappresenta la speranza di potercela fare tutti e farcela insieme”

L’Assessore del Comune di Caserta Annamaria Sadutto, oltre a ribadire l’importanza degli oltre 20 patti di collaborazione sottoscritti nell’attivazione di nuove forme di gestione partecipata, ha riaffermato la volontà dell’Amministrazione Comunale ad interfacciarsi con gli enti del Terzo Settore per intraprendere un percorso che porti a un aggiornamento del “Regolamento per la gestione condivisa dei Beni Comuni”.

Giovanni Solino ha riaffermato l’impegno della Provincia di Caserta, da lui rappresentata durante l’evento, nell’attivare e consolidare la collaborazione con gli attori sociali, come si sta facendo con il Contratto di Fiume Volturno.

Stefano Consiglio, presidente della Fondazione CON IL SUD, ha messo in evidenza il paradosso di avere innumerevoli spazi abbandonati da enti pubblici e privati che, pur avendo la responsabilità della loro gestione troppo spesso non hanno le competenze, la creatività o le risorse per valorizzarli come meriterebbero, a fronte di tantissimi giovani con idee e progettualità innovative che faticano a realizzarsi troppo spesso proprio per l’assenza di spazi.  Consiglio ha rimarcato l’impegno della Fondazione a sostenere progetti volti alla gestione dei beni comuni, a patto che sia l’effettivo gestore del bene a scegliere le attività da realizzare in relazione ai bisogni della comunità di riferimento, che si punti ad una sostenibilità anche economica delle attività sviluppando forme ibride di intrapresa sociale, che siano estesi il più possibile gli anni di affidamento di tali beni per garantire stabilità e continuità e che, infine, si provi ad investire risorse su quelle progettualità che mostrano un maggior impatto sulla comunità.

Terminati i saluti istituzionali, un secondo tavolo ha restituito un momento di testimonianza di esperienze del territorio, introdotte dall’autorevole intervento del presidente di Labsus Pasquale Bonasora, il quale ha posto l’accento su “Come l’amministrazione condivisa sta cambiando il Paese”, rilevando come i patti di collaborazione stia costruendo comunità e democrazie nelle città che lo hanno adottato, permettendo di agire e incidere in applicazione del principio della sussidiarietà che ispira lo strumento stesso e la riforma avvenuta del Codice del Terzo Settore, riducendo le distanze tra territorio ed abitanti, costruendo legami solidi e reti trasversali tra Amministrazioni locali, enti del terzo settore, imprese e singoli cittadini.

Raffaele Zito della Fondazione Casa Fratelli Tutti ha illustrato gli obiettivi di partecipazione alla base del processo di elaborazione del Masterplan e della co-governance del “Campo Laudato si’ Caserta”.

Domenico D’Ambrosio di Galileo Circolo ARCI ha descritto nel dettaglio le diverse fasi del progetto Visioni in Azione, dall’analisi demografica e socio-economica del quartiere San Carlo all’ascolto attivo della comunità con strumenti come il photovoice fino alla definizione di un servizio di welfare da attivare.

Virginia Crovella del Comitato Città Viva ha raccontato, invece, tutte le attività svolte nel quartiere Acquaviva, dall’attivazione del Piedibus alla gestione condivisa della villetta di via Arno fino al progetto “Arcipelago: un mare di isole sociali”, una proposta di patto di collaborazione che ha coinvolto oltre trenta realtà con l’obiettivo di mettere a sistema sette spazi pubblici e diversi servizi.

Raffaele Petrella del Comitato per Villa Giaquinto ha raccontato del progetto M’arrancio che mira a trasformare le arance amare, una risorsa sottoutilizzata ma molto diffusa negli agrumeti del centro storico di Caserta, in prodotti sostenibili investendo il ricavato nella cura del verde pubblico e in azioni di rigenerazione urbana. Livia Russo di Niutopia ha presentato il progetto BottomAPP che prevede la realizzazione di un’app volta di mappatura collaborativa finalizzata all’individuazione di desideri e necessità delle comunità che abitano i luoghi. Due progetti – M’arrancio e BottomAPP – che partendo da una visione condivisa e rivoluzionaria di hackeraggio urbano sono stati sviluppati nell’ambito della 012Academy e riconosciuti tra le 31 buone pratiche selezionate dall’ultimo rapporto ASviS “I territori e gli obiettivi dello sviluppo sostenibile”. Sebastian Caputo di 012factory ha infine riaffermato l’importanza della misurazione dell’impatto sociale che ogni progetto, profit e non, esercita sul territorio di riferimento. 

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